Un fiore a Santa Maria la Carità, il ristorante Gerani dello chef Giovanni Sorrentino

Non c’è niente da fare, siamo fortunati! Viviamo in una zona dove si possono raggiungere facilmente buone cucine, e così, facilmente, ho raggiunto Giovanni Sorrentino a Santa maria la Carità presso il suo ormai famoso ristorante Gerani. Si tratta di una realtà già conosciuta e già inserita in molte guide, quindi oggi mi dedicherò alla mia trattazione comodamente, sicura di parlare di qualcosa di conosciuto ai più, sarà come parlare di amici in comune con un mio interlocutore.

Il menù:

  1. Menù Tradizione con la consueta degustazione di olio:
  • Baccalà!
  • L’orto
  • Mezzaniello allardiato
  • Maiale nero
  • Variazione di Caprese

2. Baccalà e papaccelle;

3. Lo spiedo

Vino Tenuta Cavalier Pepe, Vela Vento Vulcano. Irpinia Rosato.

La ormai famosa consuetudine di proporre il menù degustazione è una costante a cui abituarsi. In questo caso era un menù equilibrato e ben studiato. Non mancano i cavalli di battaglia di Sorrentino, come i famosi mezzanielli allardiati, elemento di riconoscimento dell’ormai famoso chef emergente.

Noto ogni volta, e con piacere, che i piatti di Sorrentino tradizionali o innovativi che siano, sono sempre eseguiti a regola d’arte: il baccalà era preparato “come Dio comanda”, mai un eccesso o un difetto, mai piatti salati o sciapiti, mai piatti troppo grandi ma neanche piccolissimi.

Quello che mi trasmette la cena al Gerani è un senso di sicurezza, so perfettamente che andrò sul sicuro ogni volta, ma anche che non sarà una scelta consueta e prevedibile.

Il percorso ben preparato dallo chef è una perfetta unione di gusti e sapori, sapientemente disposti in sequenza per dare la corretta pulizia alla bocca. Il tutto si conclude alla grande con il dessert “Variazione di Caprese” dove ogni gusto aveva il suo posto ben preciso ed il suo compito, sia nel piatto, ben preparato ed in bocca, dove amalgamato con gli altri, esalta non solo sé stesso ma soprattutto la bravura dello chef.

Il locale, in corso di trasformazioni, è piccolo ed accogliente, mi piace e trovo simpatica l’idea di rendere la cucina visibile dalla strada, mettendosi “a nudo” non solo verso i propri ospiti: poter dimostrare la costante attività in cucina – mascherata in parte da vetrofanie con il nome ed il logo del ristorante- è il miglio biglietto da visita che si possa presentare.

I complimenti allo chef in questo caso sono di consuetudine, per il suo lavoro costante che lo porta a sorprenderci ogni volta, con la sua voglia di crescere, tangibile in ogni sua idea, per il rispetto che dimostra, per le materie prime, per i suoi piatti, per i suoi clienti, che sicuramente come la sottoscritta, tornano a trovarlo con piacere.

 

 

M.

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