Chef Arvonio e la sua Taberna del Principe. Che ristorante!

In attesa del nuovo menù autunnale dello chef Arvonio Giovanni, sono andata a gustare un menù degustazione eccezionale – inteso come d’eccezione-.

Il menù:

Aperitivo dello Chef con prosecco

Zuppa di mare

Mantecato di Baccalà

Ravioli del plin all’astice e fagiolini di mare

Dentice all’acqua pazza

Semifreddo alla nocciola

Piccola pasticceria.

 

Tale programma, modalità ormai utilizzata in parecchi ristoranti, era completo di una scelta soggettiva dei vini composta da 3 possibilità, la proposta del maitre e sommelier Elia, ed accettata immediatamente, è stata verso Rieci, Greco di Tufo.

Passando al racconto, lo stile elegante e moderno dello chef si fa sempre riconoscere con una chips ed un “pere e o muss” rivisitato ed una ricottina ai porcini fritta, il tutto era accompagnato da un calice di prosecco. Entrée gradito, servito su di una pietra, la chisps; in una scatoletta di latta o “pere o muss”; su di un cuscinetto di rete metallica, le ricottine. Ideale il tutto per aprire al pranzo ed interrompere l’attesa.

Per quanto riguarda il percorso proposto, l’avvicendarsi dei piatti di pesce è stato non molto veloce, il che mi ha dato la conferma che ogni piatto veniva preparato al momento.

Il mantecato di baccalà era buonissimo, prevalentemente dolce e ben corretto dal condimento; i ravioli deliziosi, i fagiolini di mare erano croccanti e dall’intenso gusto di mare a dare il giusto contrasto al raviolo di astice, tendenzialmente dolce.

Il secondo, con il dentice all’acqua pazza, ha dato un tocco casalingo alla proposta, fatto come in casa ma decisamente meglio. La cottura solamente dal lato della pelle ha donato contemporaneamente croccantezza e morbidezza al medesimo boccone.

Andiamo al dessert: semifreddo alla nocciola. Molto interessante, all’insegna del “semi” dal freddo al dolce, viene mitigato dal sale che si trova sotto forma quasi di sensazione, presente nella polvere di biscotto nel piatto, la correzione della salsa al vino, in puntini disposti nel piatto, donava ancora nuove sensazioni e quasi un gusto acre al boccone. La piccola pasticceria è stata una ulteriore scoperta: dal vasetto di crema, ai macarons alle castagne alla tartelletta al pompelmo. L’ideale per ripulire il palato a fine pasto.

Mi rendo conto che la descrizione non è come assaggiare davvero, ma devo dire che raccontare questa esperienza è stato come riviverla. Andare da Giovanni Arvonio non significa solamente trascorrere qualche ora in un buon ristorante, significa scoprire gusti e tradizioni -ovviamente rivisitate dove possibile-, imparare a gustare i piatti con sensi diversi, esplorare le sue proposte, e come dei bambini, scoprire gusti ed emozioni.

Lo staff, educato e preparato, mai eccessivo, trasmette l’interesse verso il processo creativo avvenuto in cucina, stimola la curiosità di assaggiare ed a sperimentare. Posso sicuramente affermare che la forza della Taberna del Principe derivi sicuramente dallo chef Arvonio, ma anche che sia continuamente rinvigorita dallo staff di sala.

Complimenti allo chef!! Il suo impegno sotto ogni punto di vista lo premierà meritevolmente, ma ogni cosa a suo tempo.

M.

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