L’arte nella cucina di Giovanni Arvonio alla sua Taberna del Principe

Una serata dedicata all’arte, quella di Giovanni Arvonio e quella di Prisco de Vivo, artista vesuviano adottato dalla bassa Irpinia,  che ha arricchito la Taberna con utensili ispirati dal territorio; si passava continuamente dalla pittura di Arvonio, raccontata in ogni suo piatto, alla scultura di De Vivo, fondamentale al pieno godimento dell’offerta culinaria. Una serata amichevole di scambi di pareri e di idee ad accompagnare il menù di:

Entrée di benvenuto con chips di riso pomodorino e basilico, polpettina di rapa su vellutata di zucca. La chips è un elemento di riconoscimento di Giovanni Arvonio, l’ingresso verso il suo mondo, irrinunciabile inizio dei percorsi da lui preparati.

Passeggiata tra i boschi, una sorta di zuppa con finferli, chiodini, porcini, panissa di ceci e crema di castagne, una vera passeggiata tra gusti e consistenze passando dal croccante del fritto alla zuppa liquida versata nel piatto già servito a tavola

Gnocco all’aglio nero, spuma di cavolfiore e porcini. Un quadro di ispirazione quasi mondriana, giocava con l’alternanza di colori ed elementi, lo gnocco ed i funghi, il bianco ed il nero, in un piatto quadrato a sottolineare la perfezione geometrica, visiva e sensoriale offerta.

Brasato di Cinghiale, crema di pistacchi e fungo shitake, il perfetto connubio tra il gusto deciso dello stracotto, caldo ed avvolgente, accompagnato dalla “prepotente” delicatezza della crema di pistacchi. Un piatto buonissimo, lo stracotto riesce sempre bene ad Arvonio, e stavolta con l’uso del cinghiale a ricordare le origini e le abitudini dei nostri predecessori, ha rispettato in pieno le tradizioni a cui è tanto legato.

Cioccolato³, l’unione sapiente di tre gradi di consistenza del cioccolato, dalla mousse, al biscotto, morbido e dolce, alla roccia, in cioccolato alveolato, un gusto deciso e sorprendente grazie alla delicatezza di una roccia che si scioglie in bocca. La piccola pasticceria è stata di conclusione alla presentazione con piccolissimi bocconi di tartelletta al mirtillo e cioccolato piccante.

Un nuovo menù sotto tanti punti di vista, il rinnovamento è profondo, parte dall’animo dello chef che ha tante belle cose e idee in cantiere, arriva al locale, primo step del percorso di crescita con il rinnovamento degli arredi, passa per il menù, inteso come strumento dello chef per comunicare con i suoi ospiti. Il nuovo menù è decisamente più immediato e giovanile, si è liberato di tanti fronzoli presenti nella vecchia versione della Taberna ed è aperto ad un nuovo esperimento: il percorso gustativo da affrontare assieme allo chef che ha sempre una storia da raccontare. Sarà distinto da tre possibilità: La Tradizione, con 5 portate, Sentieri d’Autunno, caratterizzato da 7 portate e Senza Filtri, anch’esso da 7 portate, ogni pietanza può comunque essere scelta singolarmente come menù alla carta.

Dalla degustazione avuta c’è da dire che la crescita della Taberna è innegabile e si può solo essere felici di aver preso parte ad un momento di confronto sulle novità proposte e sicuramente di buon auspicio per un ragazzo tanto talentuoso.

Complimenti allo chef! è proprio il caso di dirlo, e ad maiora!

 

 

M.

2 Commenti

  1. Pingback: Cucina & Arte alla Taberna

  2. Ricette bimbi veloci

    Wow….complimenti per questo dettagliatissimo articolo…!!!!! GRAZIE!!!

    Replica

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