Clanio Ristorante ad Aversa, un fiume in piena di emozioni.

Aversa, si sa, è una città in “espansione” gastronomica, si assiste sempre più spesso all’apertura di una nuova pizzeria o genericamente di un nuovo locale, sempre più moderno ed aperto alle clientele più disparate, accomunate dalla voglia di provare una nuova esperienza ed una nuova offerta.

Questa volta però c’è qualcosa di diverso, il 29 ottobre ha aperto un nuovo ristorante, il Clanio appunto, frutto del sodalizio dei tre soci, Federica Del Prete, Angelo Fabozzo e Emiliano D’Agostino.

Dopo l’inaugurazione, a cui abbiamo partecipato con interesse e curiosità, ci siamo tornati ancora più curiosi di provare una nuova esperienza e certi del nostro stupore, conoscendo le doti e la storia dello chef che ha già varcato soglie di cucine importanti, lavorando con Bruno Barbieri prima a Verona e poi a Londra, e con Fabio Baldassarre in Grecia.

Questa volta voglio iniziare il mio racconto con la descrizione del locale, bello senza alcun dubbio. L’idea di stile industriale non è portata all’esasperazione ed è mescolata all’uso del bianco e di elementi di arredo, come le sedie, maggiormente appartenenti alle nostre abitudini e tradizioni. L’interessante unione di arti, con la decisione di esporre dipinti di artisti campani, è apprezzatissima, attualmente sono esposti tre dipinti dell’artista Ciro D’Alessio, che “rompono” completamente la continuità del bianco delle pareti con una esplosione di colori e spessori.

La cucina, grande e a vista, offre al cliente uno spettacolo costante. Si tratta di una scelta parecchio in voga in questo periodo, ma anche ardita: mostrare continuamente il proprio lavoro può mettere pressione, ma non è questo il caso.

Passiamo dunque all’attività in cucina con il racconto della mia esperienza.

Il menù:

  • Mousse di capra, zenzero e fava di cacao
  • Bolle mille bolle blu
  • Patate e tartufo, uova e caviale
  • Tella tellina
  • Fagotto di agnello e il suo ristretto, stufato di rabarbaro e pistilli di zafferano
  • Agnello laticauda, rape e fragole acerbe
  • Sorbetto al muschio bianco e crumble salato
  • Vino: Brut Asprino i Borboni

La mousse di ricotta di capra era una piccola unione tra il gusto dolce della ricotta (gusto aspettato) e l’acre del limone (gusto non aspettato) lì pronto a sorprendere l’assaggiatore.

Bolle mille bolle blu, una insalata di mare in chiave molto rivisitata, parte da una base con nero di seppia, osso di seppia e bon bon di seppia, polpo, rosmarino di mare, asparagi di mare e licheni di mare. C’è la seppia disidratata, granita al riccio di mare e la schiuma d’acqua di mare.

Magico, fantasioso, sorprendente! Il gusto del mare è intenso e profondo. L’ho definito un piatto da psicologo che riporta a sensazioni intime, quasi rimosse. Assaggiando questi sapori ogni ospite avrà sensazioni ed emozioni privatissime, legate alle proprie esperienze, non si tratta più solo di sensazioni, ma di emozioni.

Patate e tartufo, uova e caviale

Dal mare alla terra, attraverso un viaggio con il teletrasporto, ho assaggiato un piatto di terra con sapori intensi completamente diversi, il caviale poi ha fatto da filo conduttore e da elemento di contrasto al piatto.

Tella tellina, dedicato alla figlia dello chef, è una zuppa di telline nata cantando la nota canzoncina per la figlia e pensando che la prima volta che un bimbo dice la parola stella sicuramente la pronuncerà tella. Da lì nasce l’idea di questa zuppa con all’interno rabarbaro, melissa e camomilla, tre ingredienti che si trovano anche nei prodotti alimentari e cosmetici per bambini.

Il viaggio continua, si torna ad un’idea intima, ma questa volta la memoria fa un percorso diverso: si torna bambini ricordando le ninna nanna ascoltate e la fantasia galoppa. Il gusto delle telline stemperato da quello delle stelle in pasta fritta è delicato e romantico, quasi una coccola calda.

Fagotto di agnello e il suo ristretto, stufato di rabarbaro e pistilli di zafferano

Il contrasto è netto, ora i gusti sono molto più netti e decisi, una pasta sottilissima racchiude come uno scrigno, un contenuto prezioso, di stile quasi mediorientale, stavolta il viaggio è geografico, la fantasia dell’assaggiatore viene stimolata fino ad arrivare in un’ambientazione da “Le mille e una notte”, con i contrasti agrodolci tipici della cultura mediorientale, sottolineati poi dal pistillo di zafferano.

Agnello laticauda, rape e fragole acerbe

In continuità con il piatto precedente, la mia esperienza si conclude con un ottimo agnello, carnoso e gustoso, caratterizzato da un nettissimo contrasto tra il gusto della carne e quello del carpaccio di zenzero posto come dei petali nel piatto, e delle fragole acerbe, che hanno spazzato via ogni ricordo della cena intendendo così, ogni gusto persistente e lasciando in bocca un gusto pulito.

Sorbetto al muschio bianco e crumble salato

Ecco il sugello alla mia esperienza, la fresca conclusione di un pasto variopinto e dai tanti gusti, riportati ancora nel gioco di contrasti tra il sorbetto ed il gusto sapido del crumble.

La mia esperienza è stata una cena sorprendente. Lo chef, che posso solamente definire “innamorato”, ha proposto un percorso di degustazione unico, romantico e completo. Tutto era perfetto, ogni piatto aveva la sua funzione ed è evidente lo studio che c’è dietro ad ogni creazione: ho detto piatto non a caso, in quanto era incredibile l’unione tra il contenuto ed il contenitore. Il piatto per le Mille bolle blu evoca quasi un vetro di un relitto in fondo al mare, o il piatto per l’agnello che addirittura coinvolge il senso meno utilizzato degustando: l’udito. Con la sua superficie ruvida, anche il piatto (contenitore) ha emesso suoni caldi, quasi come uno strumento musicale. Una serie di strumenti ben accordati dal maestro d’orchestra Fabozzo.

Lo staff gentile, mai invadente, era presente in ogni momento ma a distanza, mettendo gli ospiti a proprio agio, rompendo la sensazione di timidezza iniziale.

Una esperienza che auguro a tutti di vivere perché un ristorante così, vicino casa e vicino alle possibilità di ogni cliente (c’è sia la possibilità di ordini alla carta e sia il percorso degustativo), è una bella novità che aspettavo.

Complimenti allo Chef! Angelo Fabozzo li merita a pieno, e con lui tutta la squadra, che mi ha fatto fare un viaggio su di una montagna russa di emozioni; e Complimenti ai soci, Federica Del Prete ed Emiliano D’Agostino che hanno creato, assieme a Fabozzo, una gran bella realtà, che sono sicura avrà basi forti per una lunga carriera.

 

 

M.

Lascio un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *