A cena a Palazzo. A Palazzo Vialdo si può!

Palazzo Vialdo è uno di quei casi che meritano una trattazione particolare.

Partito “col botto” con una pizzeria che non vedeva rivali, ha dettato -a mio parere- le regole in zona; poi, in seguito alla rottura con Gianfranco Iervolino il bel palazzo ha vissuto, visibilmente, una battuta d’arresto, seguita dall’apertura del ristorante giapponese “Wa”, che completa l’offerta gastronomica assieme alla pizzeria ed al bistrot “Pà Nino”.

La nostra ultima visita è stata in pizzeria alla riscoperta del regno del Di Prisco; la sorpresa è stata piacevolmente grande: in seguito ad una brevissima attesa grazie alla prenotazione, utile ma non indispensabile, siamo stati colpiti dal nuovo menù ed abbiamo scelto di provare due nuove proposte tra le pizze, una “Lampadina” ed una “Arte” abbinate al vino vetere.

Bisogna dire che il locale merita commenti favorevoli sotto molti aspetti, quali il recupero di un intero fabbricato, in seguito al quale sono stati restaurate molte altre facciate ad esso prossime, gli allestimenti, le divisioni secondo il “genere” gastronomico: dalla cucina a vista del bistrot al banco bar pasticceria, alla cucina della pizzeria.

Per quanto riguarda le pizze ordinate, sicuramente bisogna segnalare la lampadina in cui l’accostamento tra confettura di pomodoro e le scaglie di provolone era decisamente interessante, in confronto l’altra pizza, Arte, è stata meno “brillante” 😊.

In conclusione Vincenzo di Prisco merita assolutamente i COMPLIMENTI ALLO CHEF! Per aver continuato a credere nella sua creatura e ad aver saputo farla crescere.

 

 

M.

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